
e con parto non mi riferisco alla voce del verbo partire, ma al sostantivo maschile: un parto, il parto, il mio parto. mi hanno generato una ventina d'anni fa, ma sono nato a più riprese nei deliri e nelle piccolezze che la vita umana ogni tanto lascia. oggi stranamente mi sento quasi bambino, fresco come poche altre volte ma vecchio di mesi maestri, giornate mangiate al buio, allagate, (elettricista detto anche "Saw"; acido muriatico) regalate da qualche persona che da lontano mi segue esultando in silenzio dei miei piccoli obiettivi raggiunti ( io così "inconcludente"),e da una che mi fa Saw-rridere di gusto immaginando i giochi di luce sui suoi occhi strani. se mi vedessero dare baci al telefono mi caccerebbero dalla facoltà... forse mi caccerei io stesso. Io adulto caccerei me bambino forse, se non avesse così tanto da insegnarmi. scrivo oggi perchè casualmente pasquale mi ha ricordato che ho 36mila blog disseminati per il mondo (peggio di un marinaio scopa-tutto) ma non li cùro da un sacco. scrivo oggi per salutarmi perchè all'apparenza non voglio ricominciare a ripetere genetica ma in relatà perchè mi manca scrivere. e scrivermi.


