lunedì 2 febbraio 2009

Parto


e con parto non mi riferisco alla voce del verbo partire, ma al sostantivo maschile: un parto, il parto, il mio parto. mi hanno generato una ventina d'anni fa, ma sono nato a più riprese nei deliri e nelle piccolezze che la vita umana ogni tanto lascia. oggi stranamente mi sento quasi bambino, fresco come poche altre volte ma vecchio di mesi maestri, giornate mangiate al buio, allagate, (elettricista detto anche "Saw"; acido muriatico) regalate da qualche persona che da lontano mi segue esultando in silenzio dei miei piccoli obiettivi raggiunti ( io così "inconcludente"),e da una che mi fa Saw-rridere di gusto immaginando i giochi di luce sui suoi occhi strani. se mi vedessero dare baci al telefono mi caccerebbero dalla facoltà... forse mi caccerei io stesso. Io adulto caccerei me bambino forse, se non avesse così tanto da insegnarmi. scrivo oggi perchè casualmente pasquale mi ha ricordato che ho 36mila blog disseminati per il mondo (peggio di un marinaio scopa-tutto) ma non li cùro da un sacco. scrivo oggi per salutarmi perchè all'apparenza non voglio ricominciare a ripetere genetica ma in relatà perchè mi manca scrivere. e scrivermi.

sabato 27 ottobre 2007

Il viaggio del sabato sera



e sentirsi leggero...quanto ho bevuto? dove siamo ma soprattutto chi parla? sto dormendo sognando di vivere oppure sto vivendo sperando di sognare? quante volte sento la tua voce che beffarda mi insulta e guardando queste cicatrici dentro di me mi deride e ricopre di quella coltre marrone e maleodorante che usualmente spargevo e destra e manca...ma stai parlando tu? è veramente la tua questa voce? ragà ma dove siamo? nei miei sogni volano le sensazioni e le stelle ritornano dove avevano casa, e gli alberi non tendono al cielo ma la luce è qui, dove ho lasciato ancora un posto per lei...sono le 2? ma che mi prendi per il culo? io volo!!! questa strada non la tocco, l'aria mi fende le vene...è dolce il tuo respiro sulla lenta morte di un illuso, e lentamente si spegne anche l'ultimo spiraglio di speranza e dopo il citofono e la voce della madre terra, il sonno mi prende...era pure ora, potreste dire, dovevi sparare tutte queste stronzate prima di addormentarti? se pottessi fermarmi lo farei, ma come il tempo è inafferrabile, la mia mente si aliena e il viaggio, concluso o appena iniziato che sia, ricerca subito la sua meta, con la benzina più pesante che ci sia. e la raggiunge. e poi ti sento. e poi ti vivo. e poi ti perdo...

domenica 7 ottobre 2007

Nell'Io assoluto, l'Io divisibile si oppone a un Non-Io altrettanto divisibile



I tuoni questa notte hanno scosso le nostre finestre, le nostre case e per benevolenza ci hanno lasciati vivi. Il cuore sussultava, consapevole di non poter fare niente, di essere nulla nonostante avesse la facoltà di Pensare. Pensiamo che pensando possiamo controllare il mondo, ma i fulmini non pensano eppure scuotono le case. Ci innalziamo quando facciamo un bel discorso, crediamo che la parola e il pensiero possa comandare sul mondo, ma gli animali si sbranano, e gli uomini si uccidono. Pensando. E i tempi passano, e noi crediamo di controllare le azioni perchè pensiamo, pensiamo e dimentichi di agire, lasciamo marcire il cervello nei suoi pensieri che spesso non sono seguiti da azioni, lecite o illecite che siano. I fulmini comandano, chi agisce senza pensiero, con l'istinto della Ragione, chi permette solo di respirare e di sperare che il caso non lo punisca. Essi regnano e noi? Umili essere pensanti, non agiamo per non sbagliare non sapendo che non agendo sbagliamo.

sabato 6 ottobre 2007

verso dove?


lo scopo da raggiungere con ogni nostra azione non è chiaramente definito e appare avvolto e celato dietro involontari gesti riflessi...se pensassimo perchè si mangia o perchè si beve, perchè si parla e perchè si vede, certamente non ne usciremmo più. Lo scopo? Il fine? cerchiamo invano il nostro scopo fisiologico, e l'accrescimento del corpo ci eclissa lo spirito e ci ingombra la visuale di quel punto da raggiungere, di quel posto di cui non ricordiamo più il nome e che forse nome non ha...salviamoci finchè possiamo o forse se possiamo...